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martedì 18 gennaio 2011

Il nodo della sanzione morale

Sappiamo ormai cosa distingue il "moralismo" dalla "moralità": il primo atteggiamento politicizza la morale al fine di estendere alla comunità i principi di una parte (che solo quando va bene è la maggioranza).

La sanzione morale è invece una forma di moralismo più sottile, ha più a che fare con il boicottaggio e consiste nel discriminare chi ritengo "peccatore" penalizzandolo tramite le mie libere scelte.

Per esempio, se da cattolico osservante devo scegliere il parrucchiere da cui andare, scarto quell' omosessuale praticante e petulante che ha il negozio all' angolo sebbene sia il migliore sulla piazza.

Altro esempio, boicotto quel crapa pelata del panettiere in via Garibaldi perchè so che è un razzista e in più attivista di svariati movimenti neo-nazisti. E questo nonostante sappia che il suo pane è di gran lunga il più fragrante.

Altro esempio, evito di leggere Céline visto che fu un gran fascistone e lo stesso faccio con quel fanatico di Majakovskji poichè non esitò un attimo ad aderire entusiasta alla rivoluzione sovietica.

L' ultimo esempio riguardava i trafficanti d' armi ma forse è inutile farlo, di sicuro ci siamo capiti.

Insomma, i peccati vanno "tassati" (*)? E io devo farmi parte attiva nell' esazione?

Per dirlo ancora diversamente: la preferenza morale è una preferenza come un' altra?

Non mi sognerei di sprecare energie per rendere la vita difficile a chi prefersce gli spaghetti alla pasta corta. Dovrei comportarmi diversamente quando passiamo alle "preferenze morali"?

L' argomento non è semplice ma se devo prendere una posizione francamente non penso che il boicottaggio abbia molto senso: l' alleanza temporanea con il "peccatore" rafforza entrambi e fare un pezzo di strada insieme non è disdicevole di per sè. La cooperazione genera ricchezza e io credo che la ricchezza procurata mediante la libertà alla lunga faccia bene alla vita morale di ogni individuo coinvolto. (**).

Forse, così come per le questioni ambientali, anche per le questioni morali esiste una curva di Kuznet tale per cui l' arricchimento sociale è una via verso la moralità.

Leggo che Loredana Lipperini (qui, quo e qua) ed altri scrittori subiscono una "sanzione morale" dall' assessore Speranzon, secondo quest' ultimo avrebbero contribuito ad ostacolare l' estradizione di Cesare Battisti firmando appelli in suo favore (***). L' assessore medita di non rifornire più le Biblioteche comunali con i loro libri.

E' evidente che Speranzon, nella scelta dei libri, intende integrare alle considerazioni di qualità delle considerazioni morali.

[... qualcuno potrebbe pensare che siamo di fronte ad un "moralismo politico", quello della peggior specie, in realtà trattasi di semplice "sanzione morale": la scelta politica consiste nel mantenere e rifornire una Biblioteca comunale, la scelta dei libri che ci van dentro, assumendo la buona fede dell' assessore, è meramente soggettiva...]

C' è stata una grande levata di scudi per questo moralismo invadente, e, anche per quanto detto più sopra, non faccio fatica ad associarmi.

Ma ci sarebbe stato qualcosa del genere se Speranzon o chi per lui avesse deciso di rifornire le macchinette comunali del caffè con un prodotto equo-solidale, facendo cioè prevalere considerazioni moralistiche al rapporto prezzo/qualità?

Mi sa che anche in questo caso ci si ripresenterebbe un dilemma già visto: come mai la censura è tanto impopolare presso i nostri intellettuali?

(*) Per una lista di inconvenienti che deriva dalla tassazione dei peccati giova il lavoro del teologo libertario Padre Sirico.

(**) Penso che i seguenti assunti siano necessari per la conclusione: 1) non mi reputo infallibile in tema di principi morali, 2) penso che una vita morale sia veicolo di felicità e 3) penso che le scelte morali siano innanzitutto scelte razionali e non meri desiderata.

(***) Che strano, nell' imparziale Radio Tre (Prima Pagina) il sociologo Ilvo Diamanti aveva appena finito di dichiarare che a sua conoscenza mai nessuno a sinistra aveva assunto posizioni contro l' estradizione di Battisti.

mercoledì 22 dicembre 2010

Puo' la vita morale sopravvivere alla democrazia?

A volte mi lamento di quanto i commentatori della politica italiana indulgano al moralismo. Altre volte sento però l' inanità di questa recriminazione: ormai la politica ha invaso il fortino della morale irrompendo attraverso la breccia del welfare state; viviamo in uno Stato Etico a tutti gli effetti, con che coraggio posso rimproverare a chi parla di politica di sconfinare nell' etica?

"... la mia preoccupazione per le democrazie contemporane è forte... comincio con l' osservare che mentre un governo democratico dovrebbe consentire ai governati di tenere sotto controllo i governanti, in realtà oggi accade per lo più l' inverso, sono i governanti che riversano sui governati la loro occhiuta sorveglianza... la maggior parte dei governi occidentali è scontenta se fumo o se mangio cibi grassi o se bevo superalcolici e non manca di farmi sentire la sua disapprovazione attraverso chiassose campagne pubbliche... A quanto pare prendiamo in prestito troppo denaro e molti di noi sono cattivi genitori, il governo ce lo fa presente di continuo... Qualche Ministro tra poco ci consiglierà amabilmente di leggere una fiaba al nostro bimbo che si addormenta... Ancora, a quanto pare molti di noi non familiarizzano abbastanza con le altre etnie e questo dispiace ai governi i quali pensano che dovremmo farlo essendo la diversità un valore... Insomma, il politico dovrebbe rappresentarmi e invece sembra che si sia trasformato in un genitore che, avendo grandi progetti per il figlio, lo spinge incessantemente al "miglioramento" personale... Giocare d' azzardo e avere scarsa cura dei figli sono senz' altro condotte riprovevoli, ma andrebbe ricordato che sono "vizi". Il vizioso pagherà per le sue debolezze e si migliorerà: la vita è una maestra migliore dei politici... Nazionalizzare la vita morale di una persona è un passo rischioso, a volte verso il totalitarismo... Inoltre, saremmo più indulgenti se nelle vesti di "grillo parlante" ci fosse un Gigante della Morale; al contrario, la stima che il governato riserva al politico è decisamente in declino... Più il governato disprezza il politico, più gli chiede di decidere per lui, come risolvereil rompicapo? Per risolvere l' acrostico introdurrò il concetto di "mente servile"... Socrate pensava che l' elemento formativo della vita umana fosse la riflessione su cio' che si deve e cio' che non si deve fare... Il problema più evidente della democrazia contemporanea è che lo Stato previene sistematicament questa riflessione "spiazzandola", come direbbe un economista... Può la vita morale sopravvivere alla democrazia? E' la domanda che mi pongo in questo libro... Anche la felicità, se uno ci fa caso, è messa a rischio dallo Stato Etico: nel deliberare e nell' eseguire cio' che abbiamo deciso scopriamo a noi e al mondo chi siamo. Nella misura in cui veniamo espropriati di questa funzione c' è il rischio che appassisca in noi quell' elemento umano che ci rende individui dinamici e speranzosi, c' è il rischio che la nostra mente diventi sempre più una "mente servile"... Il vaccino al servilismo è, come la tradizione occidentale sa bene, l' individualismo, che non significa egoismo o narcisismo ma "mettere al centro la responsabilità individuale"... La condizione strutturale che crea "menti servili" deriva soprattutto da cio' che è noto come "welfare-dependency", ma anche da quella ragnatela di regolamentazioni fatta per proteggere l' auto-stima della parte "debole", una precettistica contorta che sortisce come effetto principale quello di "educare ad essere vittime" e che fa dilagare quella che è stata icasticamente definita "cultura del piagnisteo"... Ulteriore elemento di corruzione morale è il fatto che se A offende B, il responsabile spesso è C! (sintomatico il caso delle offese tra lavoratori fatte scontare al datore di lavoro che non ha creato un "ambiente armonioso")... Per svolgere questo ruolo di supplente e di guida etica, lo Stato drena una gran quantità di risorse ai cittadini, lasciando loro liberi di affrontare solo le decisioni più triviali... Ma l' abitudine a vivere sotto tutela a lungo andare erode anche la scorza morale più coriacea..."

Kenneth Minogue - The Servile Mind - 2010 (la maldestra traduzione è mia)

Mi appresto a leggere le 350 pagine in cui il luminare sciorina con cura i "danni etici" prodotti dalla democrazia moderna e dai governi sempre più ipertrofici che sforna.

Mi interessa anche lo studio delle dinamiche attraverso cui una società ricca possa alla lunga produrre "disperazione" attraverso l' esproprio di funzioni ritenute importanti per la formazione di un carattere. Chi non coglie un nesso con le recenti esagitate proteste studentesche? Sono manifestazioni di una "disperazione" a lungo pronosticata che piano piano comincia finalmente ad emergere.

sabato 11 dicembre 2010

La coerenza dei cattolici in politica

Nelle mailnglist dei ciellini gira commentato con entusiasmo lo scambio tra Maurizio Lupi ed Eugenio Scalfari intorno alla figura del cattolico berlusconiano.

Voi con chi state? Con il pragmatista (Lupi) o con il moralista (Scalfari)?

Io, vista la mia avversione al bigottismo in politica, non ho dubbi*. Ma quando c' è di mezzo barbapapà quasi mai ho dubbi.

Voi potete decidere leggendo questo scambio.

Altro dilemma è darsi ragione di parti che sembrano rovesciate. Perchè il bigottismo alligna prepotente tra i laicisti?

Solo strumentalizzazione politica? Non credo.

Noi non abbiamo certo bisogno del fulgido esempio di Scalfari visto che il nostro Osservatorio ha nel mirino un prototipo esemplare del "Giornalista Unico"**, parlo di "Fahre", e possiamo quindi constatare tutti i giorni questo singolare modo di trasudare omelie a sprone della crociata più di moda.

A ritmo alternato si filosofeggia un giorno a favore del pragmatismo, per passare all' azione il giorno dopo con la lancia del moralismo in resta.

Cosa c' è che non va?

Ancora conflitti irrisolti dopo la caduta di quel beneamato muro dove queste "novelle beghine" si erano a lungo cementificate godendo di una mai abbastanza rimpianta sicurezza uterina?

***

* [... Il cattolico si prefigge un obbiettivo ed è autorizzato a cercare la via migliore per perseguirla. Una sana considerazione che ha spazzato via la perniciosa idea dell' unità politica dei cattolici...]

** Ferrara bollava così il giornalista/opinionista rigoroso osservante di comandamenti scolpiti in tavolette discese da monti a quanto pare molto più alti del Sinai. Serve sottoscriverli per essere ammessi nella "Grande Parrocchia".